E' incredibile. Non ci riposiamo mai, non ci rilassiamo mai.Non siamo proprio capaci di smettere di farci male, nemmeno quando incontriamo finalmente quel tanto bramato bravo ragazzo che par avere la testa al posto in cui dovrebbe trovarsi...
Ma com'è possibile?
Perchè siamo così brave a buttarci a capofitto in storie che non hanno speranza e così restie a far funzionare un rapporto che può avere qualche chance in più?
Una teoria me la sono fatta, e non è sicuramente tra le più incoraggianti...
Il fatto è che credo che il doversi realmente impegnare sia più complicato da affrontare di quanto non si pensi in realtà. Il fatto di esser perfettamente cosciente che la storia non può aver alcun futuro ti pone in una posizione di vantaggio: quella del non avere nulla da perdere.
Una posizione tanto comoda quanto ostile. Se infatti da un lato c'è la totale libertà di agire, dall'altra c'è il nostro orgoglio e il non voler essere sfruttate solo per qualche periodo per poi essere gettate e annoverate nel libro nero dei ricordi. No signore! Quello è un diritto esclusivamente femminile!
Per quanto riguara il bravo ragazzo invece...bhe....che dire.... sicuramente non ti tratterà con malcuranza, ma il dolore che può provocarti alla lunga può essere di portata notevolmente più devastante del ragazzaccio preso prima in considerazione.
"E se poi farà ancora più male?" E' questa la domanda che ci si pone. O meglio, la seconda.
Si, perchè la prima ce la si è posta molto tempo fa, alla prima scottatura. Quella che ci siamo procurate la prima volta e che non la smette di angosciarci a ogni incontro di sguardi con uno sconosciuto.
Potrà cambiare? Passerà?
Il guaio maggiore è che questo pensiero ti impedisce di pensare. Ti impedisce di capire se esiste una sorta di attrazione o se è solo un fumo che al primo venticello spirerà.
Probabilmente è solo questione di tempo. Probabilmente le vacanze aiuteranno e lo star distanti farà capire se la ventata è già passata o se la relazione è protetta da un bel keeway antivento??
Vedremo ;)



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